Radicali liberi, stress ossidativo e polimorfismi del DNA

L’ossigeno è essenziale per la vita. Tuttavia, è in grado di  generare molecole altamente reattive e potenzialmente pericolose, dette ROS (specie reattive dell’ossigeno).  Queste sostanze appartengono alla categoria dei radicali liberi, sono estremamente reattive verso proteine , componenti della cellula e verso il nostro DNA. Ciò provoca una varietà di cambiamenti fisiologici che scatenano e promuovono i processi degenerativi all’origine di molte malattie, tra cui alcuni disturbi cardiovascolari, infiammazioni croniche, problemi riproduttivi dovuti alla loro azione dannosa sui gameti e anche eventi complessi come l’invecchiamento precoce.

Il corpo ha le sue difese antiossidanti endogene che comprendono enzimi, come il glutatione, la catalasi, la superossidodismutasi,  in grado di prevenire e neutralizzare l’azione ossidante dei ROS. Tuttavia, in quelle persone che sono maggiormente  soggette a rischio di stress ossidativo , in quanto  presentano varianti genetiche nel loro DNA , che compromettono l’efficacia del sistema endogeno di difesa, l’ accumulo di radicali liberi, sia endogeni che esogeni, cioè provenienti dall’ambiente e dall’alimentazione, è maggiormente rischioso e per essere contrastato richiede l’introduzione di antiossidanti esogeni nutrizionali.

E’ possibile valutare lo stato di stress ossidativo personale con analisi effettuabili sul sangue come il d-Roms Test che misura la capacità ossidante e il BAP Test che misura la capacità antiossidante.

Indagini più specialistiche consistono nell’identificazione dei polimorfismi di alcuni geni  come SOD che codifica per la superossidodismutasi, CAT che codifica per la Catalasi, GPX1 e GSTM1 che codificano per il glutatione perossidasi, tutti in grado di influenzare il funzionamento delle proteine con attività antiossidante  e disintossicante, perché coinvolti nella capacità genetica di neutralizzare ed eliminare i radicali liberi e le sostanze tossiche in genere.

L’Analisi mirata dei polimorfismi del DNA per rilevare la capacità antiossidante endogena di una persona è attualmente l’indagine più affidabile, infatti la presenza di alcune varianti genetiche specifiche riscontrabili nel  DNA possono compromettere o abbassare l’efficacia del nostro sistema di difesa.

Conoscendo le proprie caratteristiche a riguardo è possibile fare un piano nutrizionale funzionale e personalizzato che comprende una integrazione mirata con sostanze nutraceutiche specifiche per aiutare l’organismo a reagire allo stress ossidativo.

Ecco perché è importante conoscere la propria costituzione genetica riguardo questi polimorfismi.

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