Radicali liberi, a rischio la fertilità maschile

LUNEDÌ 26 APRILE 2010  SCRITTO DA S.PAPPALARDO
Non basta un solo antiossidante per ridurre l’effetto negativo dei radicali liberi sull’efficienza degli spermatozoi. E’ quanto ha osservato il team di Aldo
Calogero, della AUSL di Siracusa e docente dell’Università di Catania. Il ricercatore siciliano ha mostrato che l’utilizzo di un singolo antiossidante non è sufficiente per la terapia contro i radicali liberi, mentre è opportuno un trattamento combinato con più sostanze antiossidanti. Inoltre sembra che queste sostanze abbiano un ruolo principalmente preventivo nell’ambito dell’infertilità.
Negli ultimi anni da molti ricercatori è stato approfondito il ruolo delle specie reattive dell’ossigeno (ROS), e quindi dello stress ossidativo sugli spermatozoi. Il metabolismo cellulare, ovvero l’insieme delle reazioni chimiche necessarie per la produzione di energia nella cellula, provoca la formazione di specie chimiche molto reattive, potenzialmente anche dannose. Le reazioni con l’ossigeno sono tra quelle che provocano la principale
produzione di radicali liberi (ROS), molecole tossiche per le cellule.
Nonostante l’attività antiossidante del liquido seminale, dell’epididimo e degli spermatozoi, se i ROS vengono prodotti in quantità eccessive l’organismo non è in grado di eliminarli, così si possono verificare danni a livello cellulare, in particolare al DNA. Per questo la terapia dell’infertilità viene spesso accompagnata dal trattamento con sostanze antiossidanti.

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