“L’uomo è ciò che mangia”: da Feuerbach alla Nutrigenomica

SCRITTO DA SEBASTIANA PAPPALARDO
L’uomo è ciò che mangia. Lo stato di salute è fortemente correlato all’alimentazione. Oggi è un concetto ben chiaro e palese, ma per decenni questa ipotesi è stata ignorata da medici e ricercatori.
Ippocrate, padre della medicina affermò: “Che il cibo sia la tua medicina, che la medicina sia il tuo cibo” e il suo pensiero si basava sulla convinzione che gli alimenti fossero in grado di influenzare la genesi delle malattie. Tuttavia, questo avvertimento è rimasto per lo più inascoltato, almeno in Occidente, mentre le antiche medicine indiane e cinesi da millenni sostengono che non esiste un’alimentazione sana in assoluto, ma ogni organismo vivente deve assumere il suo “alimento”.
Oggigiorno queste antiche intuizioni sono state rivalutate dalla  Nutrigenomica, una scienza che riesce a combinare la genetica con la nutrizione, cercando di svolgere un attivo ruolo preventivo, in difesa dell’organismo.
Una corretta e mirata nutrizione unita alla diversità genotipica di ciascun individuo ha permesso di chiarire le linee guida alla base della prevenzione di numerose malattie complesse quali: malattie metaboliche, neurodegenerative, neoplastiche, danni da stress ossidativo e invecchiamento.
Olio extravergine d’oliva, legumi,carote, pomodori, broccoli, arance e ancora fragole, mirtilli, lamponi e il curry alimenti pilastro della dieta mediterranea che, come dimostrato da numerosi studi scientifici, è ricca di antiossidanti e vitamine che svolgono un attivo ruolo preventivo nei confronti delle malattie.
Dunque è possibile affermare che la Nutrigenomica è una scienza che mira a comprendere i meccanismi necessari al mantenimento dello stato di benessere in base alla variabilità genetica di ciascun individuo; quest’ultima predispone ciascuno di noi ad una d ieta specifica e a tal proposito sono disponibili dei test,che si effettuano c on tecniche di genetica molecolare che permettono di ottenere una dieta personalizzata in base ai propri geni prevenendo così l’insorgenza di malattie per le quali si è più predisposti. In Italia questi test sono disponibili, ma ancora poco diffusi.

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