Psicologia e salute riproduttiva in tempo di Covid-19

La riproduzione è la ricchezza e la continuità più preziosa degli esseri umani e la capacità riproduttiva è una aspettativa primaria per le persone. Le preoccupazioni ed ansie delle persone hanno un possibile impatto negativo sulla salute riproduttiva.
La salute riproduttiva coinvolge tutti i fattori e processi, compresa la salute fisica, mentale e sociale, significativi per mantenere la quantità e la qualità della popolazione alla nascita.
Lo scoppio di malattie infettive emergenti , come sta avvenendo in questo periodo (come SARS, MERS ) è associato alla psicologia del panico tra pazienti provocando depressione, ansia, paura, disturbo post-traumatico da stress. Di fronte ad una  l’epidemia la percezione del rischio delle persone e il disagio psicologico possono essere suscitati ad alto livello e portare a nervosismo e paure irrazionali . La conseguenza è un’interruzione immediata dell’omeostasi del corpo e l’attivazione del sistema centrale di risposta allo stress (regolato principalmente tramite l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene(HPA) . Sebbene la risposta acuta ai fattori di stress sia un meccanismo autoprotettivo, l’attivazione costante dell’asse HPA da parte di fattori di stress cronici o traumatici può provocare una deregolazione dell’asse, che a sua volta può inibire la funzione riproduttiva del corpo e quindi condurre a scarso risultato riproduttivo.

Ci sono inoltre differenze tra i sessi nella regolazione della risposta allo stress, principalmente a causa dell’interazione tra l’asse HPA e l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadico; tale interazione potrebbe portare a anomalie delle risposte stessogene e  potrebbe a sua volta influenzare e quindi esacerbare i disturbi psicologici . Pertanto, ci sono molti meccanismi complessi tra fattori di stress e disturbi psicologici ed è necessario prestare particolare attenzione agli impatti della psicologia del panico sulla salute riproduttiva umana durante la pandemia di COVID-19.

Effetti nell’Uomo
Vi sono prove crescenti sull’associazione tra disturbi psicologici e scarsa fertilità maschile. I disturbi psicologici  nell’uomo sembrano influenzare negativamente i parametri seminali tra cui una minore concentrazione di spermatozoi, un volume di liquido seminale inferiore e una maggiore frammentazione del DNA spermatico con conseguente minor probabilità di ottenere il concepimento . L’attivazione dell’asse HPA e il successivo cambiamento del livello degli ormoni svolgono un ruolo critico moderatore tra disturbi psicologici e scarsa qualità dello sperma. La depressione e l’ansia nei maschi subfertili sono associate a una minore secrezione di SHBG e DHEA-S e una maggiore secrezione di cortisolo e prolattina , inoltre questi disturbi portano ad una minore attività sessuale ed a un desiderio sessuale ipoattivo.

Effetti nella Donna
Lo stress e i disturbi psicologici portano a impatti sia diretti che indiretti sul sistema riproduttivo femminile. Attraverso l’attivazione dell’asse HPA, una stretta associazione tra stress e funzione riproduttiva delle donne può essere evidenziata dalla risposta allo stress corporeo e dal coinvolgimento degli ormoni. Tutto questo influisce sulla biologia della riproduzione femminile: lo stress porta ad un aumento del livello di specie reattive dell’ossigeno (ROS) nelle ovaie e al loro accumulo oltre il livello fisiologico producendo  stress ossidativo che riduce la crescita e lo sviluppo follicolare e induce l’apoptosi dell’ovocita, portando infine a scarsi risultati riproduttivi . Molti marker di stress e ansia come adrenalina, noradrenalina, ormone adrenocorticotropo hanno dimostrato di essere rilevanti per i tassi di gravidanza più bassi in particolare nei cicli di fecondazione in vitro, che sono un periodo a maggior rischio di stress. Pertanto, si può concludere che i disturbi psicologici possono influire sulla qualità dei gameti maschili e femminili e sugli esiti riproduttivi attraverso meccanismi fisiologici complicati.

Ansia e paura in gravidanza
La psicologia del panico all’inizio della gravidanza può influire sullo sviluppo embrionale e quindi portare a esiti avversi materni e fetali. L’inizio della gravidanza è un periodo speciale, suscettibile al sistema neuroendocrino e alla deregolazione immunitaria, che è comune nel processo di risposta allo stress del corpo e anche principalmente regolata dall’asse HPA.

I cambiamenti neuroendocrini e immunologici svolgono un ruolo mediatore critico tra l’esposizione allo stress e il rischio di perdita di gravidanza, influenzando la formazione arteriosa, lo sviluppo della placenta e l’interazione utero-fetale . L’infiammazione è un mediatore tra lo stress materno e il rischio neuropsichico della prole, l’interruzione della gravidanza senza indicatori clinici, specialmente  nel primo trimestre, può essere conseguenza della psicologia del panico. Le donne in gravidanza con depressione grave presentavano una percezione del rischio più elevata del rischio teratogeno e una probabilità più elevata di interrompere la gravidanza. Pertanto, è necessario sostenere con consulenza psicologica queste donne in tale periodo evitandole il più possibile paure inutili e sovraccarico di tensioni.
Dovrebbe essere prestata maggiore attenzione e offerto un sostegno sia alle donne che ai loro partner in queste situazioni di disagio emotivo .

Da Riproduce Biomed online . 30 aprile 2020